{"id":553,"date":"2017-02-15T10:58:29","date_gmt":"2017-02-15T10:58:29","guid":{"rendered":"http:\/\/divenire.ch\/?p=553"},"modified":"2017-02-15T10:59:27","modified_gmt":"2017-02-15T10:59:27","slug":"prova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/divenire.ch\/?p=553","title":{"rendered":"DALLA NASCITA ALL\u2019ET\u00c0 ADULTA,  L\u2019INFLUENZA DELLE RELAZIONI PRECOCI."},"content":{"rendered":"<h4><strong>\u00ab<\/strong><strong>Compito dei genitori \u00e8 <\/strong><strong>donare\u00a0<\/strong><strong>due cose ai figli: le radici e le ali\u00bb<\/strong><strong>.<br \/>\n<\/strong><strong>(Proverbio del Qu<\/strong><strong>\u00e9bec)<\/strong><\/h4>\n<p>Il proverbio, nella sua semplicit\u00e0 , racchiude l&#8217;essenza del discorso educativo dei genitori. Da un lato le radici come sentimento di sicurezza, appartenenza, protezione e, di conseguenza, fiducia nelle proprie capacit\u00e0. Dall&#8217;altro le ali per poter esplorare il mondo in sicurezza e autonomia. <!--more-->Di tutti i cuccioli del regno animale, quello umano \u00e8 senza dubbio il pi\u00f9 vulnerabile e bisognoso di accudimento per un periodo assai lungo. Chi si occupa di accudire il neonato generalmente \u00e8 la madre, che pu\u00f2 essere sostituita da altre figure di riferimento in casi particolari. La relazione precoce tra la persona di riferimento (caregiver) e il neonato \u00e8 la prima forma di interazione sociale, una specie di prototipo di quelli che saranno gli scambi con le persone che incontrer\u00e0 nel corso della sua esistenza. \u00c8 facile dedurre quindi che una buona sintonizzazione fra madre e neonato\/bambino pone le basi per una vita sociale soddisfacente, per una buona capacit\u00e0 di attingere alle proprie risorse per affrontare i momenti difficili e per generare una positiva rappresentazione di S\u00e9.<\/p>\n<p>L&#8217;individuo che ha beneficiato di uno stile di attaccamento sicuro sviluppa una rappresentazione di s\u00e9 come persona amabile, degna di essere amata, con buona autostima e fiducia nel prossimo.<\/p>\n<p>Malauguratamente non sempre succede cos\u00ec. Anche se le statistiche dicono che la maggioranza degli individui fa parte della categoria &#8220;stile di attaccamento sicuro&#8221;, vale a dire che hanno avuto la possibilit\u00e0 di relazionare con una madre &#8220;sufficientemente buona&#8221; (D. Winnicott), esiste una parte di persone per le quali la sintonizzazione con la persona accudente non \u00e8 stata possibile e questo per vari motivi che vedremo in seguito.<\/p>\n<p>\u00c8 allo psicologo e psicoanalista britannico John Bowlby (1907-1990) che si deve lo studio approfondito sugli stili di attaccamento. Bowlby ha postulato tre diversi stili di attaccamento:<\/p>\n<ul>\n<li>sicuro (base sicura)<\/li>\n<li>Insicuro evitante<\/li>\n<li>Ansioso ambivalente<\/li>\n<\/ul>\n<p>Venne poi aggiunta, da Main e Salomon, psicologi statunitensi, una quarta categoria denominata &#8220;stile disorientato\/disorganizzato&#8221;.<\/p>\n<p>Non tratteremo in modo esaustivo i vari stili di attaccamento ma ci limiteremo a descrivere alcune differenze fondamentali fra uno stile di attaccamento sicuro (base sicura) e uno insicuro e gli effetti che producono a livello dello sviluppo emotivo, cognitivo e della personalit\u00e0.<\/p>\n<p>Dei tratti che caratterizzano lo stile &#8220;base sicura&#8221; come abbiamo gi\u00e0 detto all&#8217;inizio si distinguono sicurezza in se stessi e negli altri, autostima, certezza di essere amati e amabili, fiducia nelle proprie capacit\u00e0, carattere gioioso e soprattutto una grande capacit\u00e0 di resilienza. Dall&#8217;esperienza positiva dell&#8217;attaccamento questi individui hanno generato una rappresentazione mentale del genere: &#8220;c&#8217;\u00e8 qualcuno per me, che mi ama e cui posso rivolgermi in caso di bisogno&#8221; e ci\u00f2 rappresenta un fattore di protezione contro le insidie della vita. Ricerche su gruppi di persone che sono state vittime di avvenimenti traumatici estremi, quali terremoti, attentati ed altro, hanno evidenziato che gli individui che hanno avuto in infanzia un attaccamento di tipo &#8220;base sicura&#8221; hanno molto meno probabilit\u00e0 di sviluppare un disturbo post traumatico da stress (PTSD).<\/p>\n<p>Nel caso di attaccamento insicuro le cose sono ben diverse. Questo stile \u00e8 caratterizzato da incertezza nella disponibilit\u00e0 della figura accudente (inaffidabile, poco presente, spesso rifiutante o minacciosa) o certezza che non sar\u00e0 assolutamente disponibile. Il bambino in queste situazioni tender\u00e0 a non ricercare pi\u00f9 le attenzioni della madre e a diventare apparentemente &#8220;autosufficiente&#8221;, in preda per\u00f2 all&#8217;ansia da abbandono. Esplorer\u00e0 il mondo in maniera sospettosa perch\u00e9 percepisce la realt\u00e0 come qualcosa di insidioso, da cui proteggersi. La convinzione di non essere amato e degno di amore \u00e8 un altro segno distintivo assieme alla tendenza ad una certa tristezza costante.<\/p>\n<p>Inoltre questi soggetti, crescendo, manifestano una estrema difficolt\u00e0 nella regolazione delle emozioni il che li mette spesso in situazioni di conflitto, violenza e disadattamento sociale. A questo proposito negli ultimi anni le neuroscienze hanno dimostrato, attraverso indagini del cervello tramite risonanza magnetica funzionale, PET e altri strumenti di neuroimmagini, che questi traumi da trascuratezza, maltrattamenti e abusi provocano danni notevoli al cervello sia a livello di anatomia che di fisiologia.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 poi si ripercuote sulla vita adulta di queste persone che spesso manifestano difficolt\u00e0 di contatto sociale e soprattutto nella relazione di coppia, dove l&#8217;esperienza precoce dell&#8217;attaccamento viene riattivata e intralcia il buon funzionamento della relazione.<\/p>\n<p>Una domanda spontanea sorge a questo punto, vale a dire: per quali ragioni una madre dovrebbe essere cos\u00ec in difficolt\u00e0 nel rispondere alle esigenze del proprio neonato? Osservazioni accurate hanno evidenziato che queste madri, a loro volta, sono state vittima, nell&#8217;infanzia, di abusi fisici, sessuali, trascuratezza, lutti famigliari ed altre situazioni traumatizzanti. Se non si interrompe il ciclo attraverso un lavoro terapeutico la catena rischia di ripetersi all&#8217;infinito, producendo individui infelici.<\/p>\n<p>Renato Perucchi, Centro <a href=\"http:\/\/divenire.ch\">divenire.ch<\/a>, Piazzetta dei Riformati 1, Locarno<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.divenire.ch\">www.divenire.ch<\/a>, <a href=\"mailto:pedimina-perucchi@ticino.com\">pedimina-perucchi@ticino.com<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Centro <a href=\"http:\/\/divenire.ch\">divenire.ch<\/a> proporr\u00e0 una serie di seminari concernenti l&#8217;attaccamento e le sue ripercussioni nelle date seguenti:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>18\/19 marzo 2017<\/strong> &#8211; &#8220;Dalla nascita all&#8217;et\u00e0 adulta, l&#8217;influenza delle relazioni precoci &#8221; (workshop teorico- esperienziale). Pedimina, R. Perucchi<\/li>\n<li><strong>8\/9 aprile 2017<\/strong> &#8211; &#8220;Apporto delle neuroscienze e delle tecniche psico-corporee nella comprensione e elaborazione del trauma&#8221;. Marco Pagani, Consiglio Nazionale della Ricerca (CNR) Roma &#8211; M. Pedimina, R. Perucchi.<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abCompito dei genitori \u00e8 donare\u00a0due cose ai figli: le radici e le ali\u00bb. (Proverbio del Qu\u00e9bec) Il proverbio, nella sua semplicit\u00e0 , racchiude l&#8217;essenza del discorso educativo dei genitori. Da un lato le radici come sentimento di sicurezza, appartenenza, protezione e, di conseguenza, fiducia nelle proprie capacit\u00e0. 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